
Come da titolo del blog, questo è un post che serve per capire come cavolo funziona questo mondo storto... mettiamo nero su bianco due righe... rileggiamole e vediamo cosa ho capito. Per ora, l'impressione è di non aver capito, come al solito, niente.
Come ogni estate, da qualche anno, anche questa inizia malissimo. Due anni fa mi lussai una spalla... l'anno scorso e questo invece sono stati segnati dai viaggi mancati... e a causa di donne.
Ma il problema non è questo... il problema sono sostanzialmente io. Mi trovavo a riflettere poco fa sul discorso del tempo e del fatto che sia un grande guaritore. Ma cosa ci fa il tempo, per permetterci di guarire? Sminuisce... ridimensiona, svuota... abbassa la saturazione dei nostri ricordi, così quegli occhi verdi diventano grigi... quelle lacrime perdono sapore... eppure sono queste le cose che ci davano vita, quando tutto andava secondo i piani... anzi, si faceva di tutto per riempire di significato quei gesti, quelle parole, quei sorrisi... e non perché non li avessero già, ma perché è bello crogiolarsi in un sorriso... lasciarsi andare in una carezza, senza paura... viene però sempre il tempo in cui le cose vanno a rotoli e ci si trova soli con ricordi enormi... quei colori così vividi, quei suoni, quei profumi... sei solo nel tuo letto e ti ritrovi a sentire il rumore di quella sveglia... cammini per strada e senti quel profumo... sarebbe impossibile continuare così... sommate tutti i ricordi di una vita, uno sopra l'altro... e poi fate una passeggiata per Milano. Ogni passo, ogni via, ogni rumore... ricordi stupendi e tristissimi... qualcosa di insostenibile.
Ebbene, cura naturale per ogni male, il Tempo! Ma che fa sto tempo? Ci fa guardare indietro e ci fa pensare: sì, che bello che è stato... peccato che non sia andata diversamente...
Bello giungere a questi pensieri... un sollievo. Se non che ora altro non abbiamo fatto che svuotare qualcosa... ripensiamo alle persone importanti della nostra vita e quel fuoco su cui avevamo soffiato lo vediamo spento... e anzi, se vediamo qualche tizzone ancora lampeggiante, giù di secchiate d'acqua.
Ma che senso ha questo processo? Mettere una persona, una cosa, un valore, una professione... davanti a tutto... per poi svuotarla e perderla quando le cose vanno male? Qual è dunque la via giusta... le persone che valevano continuano a valere... se mi piaceva una cosa perché mi faceva star bene, non smette di piacermi quando non la ho più.
Le strade sono dunque due... non dar valore a niente... coerenza assoluta, nulla è importante, nulla è indispensabile. Non si desidera niente, si prende quello che viene e non si combatte per quello che si perde. Si imputa al mondo la nostra felicità o infelicità... non ci si sente responsabili degli eventi...
O si afferra la vita per la gola e la si mette al muro... e finché non molla quello che vuoi, continui a stringere. Ma qui, come in ogni rissa, bisogna essere pronti anche a prenderle.
Però cavolo... questo è il modo che ti obbliga a dimenticare, a rimpiazzare. Ed è qui che mi fermo io. Mia mamma mi dice spesso che a stare in prima linea si prendono belle batoste... ed è vero. Si combatte, si soffre, si vincono battaglie... ma la guerra sembra non finire mai...
Quante cicatrici il tempo dovrà ricoprire con il suo triste make up?
E' davvero il tempo di lasciare la prima linea?
1 commenti:
ciao Execut0r!!!
mi fa piacere segnalarti un'iniziativa dal nome "scene di ordinaria follia...in ufficio" per voi blogger :-)
Eccoti il regolamento:http://www.euroffice.it/_pages/cms_cp430.aspx
Ciao!!!!
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